Attaccamento genitori-figli: come influenza le relazioni affettive da adulti

Ci innamoriamo, litighiamo, ci chiudiamo, ci aggrappiamo.

Spesso ci chiediamo: “Perché scelgo sempre le persone sbagliate?”

La risposta, molte volte, si trova molto indietro nel tempo, nella relazione con chi ci ha cresciuto.

Lo stile di attaccamento che si struttura nei primi anni di vita influenza profondamente il nostro modo di stare in relazione da adulti.

Cos’è l’attaccamento?

L’attaccamento è il legame emotivo che si sviluppa tra il bambino e la figura di accudimento (di solito i genitori), a partire dai primi mesi di vita.

Secondo la teoria dell’attaccamento di Bowlby (e gli studi di Mary Ainsworth), i bambini imparano fin da piccoli se possono fidarsi, se le loro emozioni saranno accolte, e come reagire nei momenti di bisogno.

Queste risposte costruiscono una “mappa relazionale interna” che viene poi riattivata nelle relazioni adulte, in particolare in quelle intime.

I principali stili di attaccamento e i loro riflessi nella vita affettiva

1. Attaccamento sicuro

Infanzia: genitori presenti, accoglienti, prevedibili. Il bambino si sente visto e amato per ciò che è. Età adulta: relazioni equilibrate, fiducia nell’altro, capacità di chiedere aiuto e di restare anche nei momenti difficili.

2. Attaccamento ansioso-ambivalente

Infanzia: cure imprevedibili, genitori a volte presenti, a volte emotivamente distanti. Età adulta: forte bisogno di conferme, paura dell’abbandono, gelosia, idealizzazione del partner e ansia nelle separazioni.

3. Attaccamento evitante

Infanzia: genitori distanti, svalutanti, che scoraggiano l’espressione emotiva. Età adulta: difficoltà a esprimere i sentimenti, tendenza a fuggire l’intimità, bisogno di controllo e autonomia esasperata.

4. Attaccamento disorganizzato

Infanzia: relazioni caotiche, genitori imprevedibili o spaventanti (traumi, abusi, trascuratezza). Età adulta: relazioni intense e instabili, paura sia della vicinanza che dell’abbandono, comportamenti contraddittori.

Perché è importante conoscere il proprio stile di attaccamento

Aiuta a riconoscere i propri schemi relazionali ricorrenti Permette di interrompere cicli disfunzionali (es. cercare sempre partner evitanti) Favorisce un dialogo interno più consapevole: “Questa reazione è mia, non necessariamente dell’altro” Supporta la costruzione di relazioni più sane, mature, e simmetriche

Conoscere il proprio stile non significa giustificarsi, ma iniziare a trasformare.

Si può cambiare stile di attaccamento?

Sì.

Grazie a relazioni significative, esperienze correttive, psicoterapia, è possibile ristrutturare i propri modelli interni e sviluppare uno stile più sicuro.

Questo processo si chiama “mentalizzazione” e passa attraverso:

la consapevolezza delle emozioni la capacità di contenere l’ansia relazionale la costruzione di legami affidabili

Conclusione: capire il passato per scrivere il futuro

Ogni storia affettiva che viviamo non parte da zero. Porta con sé tracce, copioni, bisogni antichi.

Conoscerli non serve a colpevolizzare i genitori, ma a liberarsi da ciò che oggi non ci serve più.

Vuoi esplorare il tuo stile di attaccamento e migliorare la qualità delle tue relazioni?

Ricevo in presenza a Roma – Monteverde – o online.

Scrivimi per un primo colloquio


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