La sindrome dell’impostore: perché ti senti inadeguata anche quando sei competente

Hai mai pensato:

“Prima o poi se ne accorgeranno che non sono davvero all’altezza”?

Hai ricevuto complimenti, risultati, riconoscimenti… ma dentro senti di non meritarli?

Questa è la sindrome dell’impostore: una trappola mentale che colpisce molte persone brillanti, soprattutto donne.

Cos’è la sindrome dell’impostore

È un fenomeno psicologico in cui, nonostante risultati oggettivi, una persona fatica a riconoscere il proprio valore e vive con la sensazione costante di aver “ingannato tutti”.

Non è una diagnosi clinica, ma un insieme di pensieri e vissuti che generano insicurezza cronica, ansia da prestazione, paura di fallire.

Chi ne soffre:

attribuisce i propri successi al caso o alla fortuna ha paura di esporsi o essere scoperta come “incompetente” si paragona continuamente agli altri, sentendosi inferiore evita nuove sfide per non rischiare il fallimento vive in costante tensione per “mantenere il ruolo”

Chi colpisce più spesso?

Donne di talento, soprattutto in contesti competitivi o maschilisti Professionisti e studenti brillanti Persone perfezioniste, con standard altissimi Figli “modello”, cresciuti con l’idea di dover sempre eccellere

La sindrome non risparmia neppure chi ha successo: più cresci, più può aumentare il timore di essere smascherata.

Da dove nasce questa sensazione?

Le origini sono complesse:

Modelli educativi basati su merito, perfezione e approvazione condizionata Famiglie iperesigenti o iperprotettive Confronti costanti con fratelli, compagni o colleghi Cultura del “non essere mai abbastanza”

Ma anche esperienze di esclusione, stereotipi di genere o contesti che svalutano le competenze contribuiscono a costruire un’immagine interiore fragile, anche in persone molto capaci.

Come si manifesta nella vita quotidiana

Vivi il lavoro con ansia e senso di inadeguatezza Ti blocchi di fronte a incarichi nuovi Hai bisogno costante di approvazione esterna Ti senti “falsa” anche quando sei preparata Sminuisci sempre i tuoi risultati (“non era poi così difficile…”)

Come affrontarla e uscirne

Riconosci il meccanismo Non sei sola. Tantissime persone brillanti lo vivono. Dare un nome alla sensazione è il primo passo per disinnescarla. Interrompi il dialogo interiore critico Inizia a notare la tua voce interna. Ti motiva o ti svaluta? Scrivila, mettila in discussione. Concediti l’errore e l’imperfezione Non devi essere infallibile per valere. Le persone competenti sbagliano: la differenza è che imparano. Fai un bilancio oggettivo delle tue competenze Metti per iscritto i tuoi risultati, le sfide superate, i feedback positivi ricevuti. Guarda i fatti, non solo le paure. Parlane Uscire dal silenzio rompe la vergogna. Condividere il vissuto in un percorso terapeutico può fare la differenza.

Non devi dimostrare niente. Devi solo ricordarti chi sei.

La sindrome dell’impostore ti convince che non vali.

La verità è che sei cresciuta senza imparare a riconoscerti. Ma puoi iniziare ora.

Ti ritrovi in questo vissuto e vuoi lavorare su autostima e identità professionale?

Ricevo in presenza a Roma – Monteverde – oppure online.

Scrivimi per un primo colloquio: ilariapavoni.psicologa@gmail.com


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