Un messaggio letto, nessuna risposta.
Un silenzio che si allunga, un legame che si dissolve nell’assenza.
Ti ritrovi a controllare lo smartphone, a rileggere le conversazioni, a chiederti “Cosa ho sbagliato?”
Benvenuta nel mondo del ghosting, una forma moderna di abbandono silenzioso, tanto diffusa quanto dolorosa.
Cos’è il ghosting
Il ghosting è l’interruzione improvvisa e totale di ogni comunicazione da parte di una persona, senza alcuna spiegazione.
Sparisce. Non risponde più. Ti blocca o semplicemente smette di essere presente.
Può accadere all’inizio di una relazione o anche dopo mesi (o anni) di frequentazione.
E non riguarda solo le relazioni romantiche: può succedere con amici, colleghi, persino familiari.
Perché fa così male?
Il ghosting è un lutto senza corpo.
Non hai risposte, né chiusura. Rimani in sospeso, a cercare segnali e colpe. Questo attiva:
dolore da rifiuto (che il cervello elabora come un dolore fisico) autoaccuse (“sono troppo, sono sbagliata, non valgo abbastanza”) iperanalisi compulsiva (“forse se avessi detto… se non avessi fatto…”) attivazione del sistema di attaccamento, come nei bambini trascurati
Non sapere perché vieni ignorata è una ferita narcisistica profonda: l’altro ha deciso che non meriti nemmeno una spiegazione.
Perché le persone ghostano?
Chi pratica ghosting non è necessariamente malvagio, ma emotivamente evitante o immaturo. Alcune motivazioni possono essere:
Paura del confronto Incapacità di gestire il senso di colpa Disconnessione emotiva Narcisismo relazionale Codardia: preferire la fuga al dialogo
Ma una cosa è certa: il silenzio non è mai colpa tua. È una responsabilità del ghoster.
Il silenzio comunicativo in relazioni già esistenti
Non sempre l’assenza è definitiva. In molte relazioni stabili, si verificano forme di silenzio manipolatorio:
Punizione tramite il silenzio: ti ignora per “farti sentire in colpa” Evita i conflitti smettendo di parlarti Ti isola emotivamente ma resta presente fisicamente
Queste dinamiche sono forme sottili di comunicazione passivo-aggressiva o abuso psicologico.
Come affrontare il ghosting o il silenzio relazionale
Non cercare risposte in chi ha scelto il silenzio Se qualcuno ti ha ignorato, spiegartelo non è la sua priorità. Non continuare a cercare conferme dove c’è solo assenza. Riconosci il dolore legittimo Anche se “non stavate insieme da tanto”, anche se “dovevi aspettartelo”: fa male. Concediti il tempo del lutto. Smetti di colpevolizzarti Il ghosting parla più della fragilità emotiva dell’altro che di un tuo errore. Riprendi contatto con te stessa Scrivi, parla, respira. Ritorna nel corpo, negli amici veri, nei gesti quotidiani. Il silenzio dell’altro non deve diventare anche il tuo. Fissa uno spartiacque Bloccare, eliminare o prendere le distanze non è vendetta: è cura di sé. Se il dolore persiste, chiedi supporto Il ghosting può riattivare traumi antichi di abbandono. La psicoterapia può aiutarti a rimettere ordine, a separare il presente dal passato.
Un’assenza può essere una forma di violenza. Ma tu puoi scegliere di esserci per te.
Meriti un legame fatto di presenza, chiarezza e reciprocità.
Non devi mendicare parole: meriti voce, verità e rispetto.
Vuoi elaborare una ferita relazionale in un luogo sicuro?
Ricevo a Roma – Monteverde – o online

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